sabato 15 maggio 2010

A New York non si può più partorire in casa

A lanciare l'allarme è un'associazione di mamme: a New York non si potrà più partorire in casa. Nella metropoli di otto milioni di abitanti, icona del consumismo e dove è possibile farsi recapitare qualsiasi bene di consumo, non si potranno più avere bambini in casa, poiché le ostetriche autorizzate, prima già merce rara, ora sono merce estinta.
   La causa - spiega oggi il britannico Guardian nel riportare la notizia - è da imputare alla chiusura per bancarotta di un ospedale, il St. Vincent di Manhattan, all'avanguardia nel settore dell'ostetricia e della ginecologia. Questa struttura, oberata dai debiti, era l'unica a garantire la formazione e a rilasciare l'autorizzazione alle ostetriche per aiutare le partorienti a dare luce a un bimbo nelle mura di casa. "E' davvero scioccante che in una città dove si può avere tutto a casa a qualsiasi ora del giorno, una persona non possa partorire con l'assistenza di una persona competente", denuncia Elan McAllister, presidente dell'associazione Choices in Childbirth.
   A New York erano 13 le ostetriche che praticavano parti in casa, nel quadro di un sistema introdotto nel 1992 che le obbligava ad essere autorizzate da un ospedale e a seguire continui aggiornamenti. Adesso saranno costrette ad abbandonare le proprie pazienti o ad operare illegalmente, spiega il giornale. Negli Stati uniti la percentuale di parti in casa è inferiore all'1%, a New York è dello 0,48%, pari a 600 bambini su 125.000. In Olanda la percentuale è del 30% (in Italia lo 0,1% circa pari a 1.000-1.500 bambini l'anno).
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