giovedì 20 maggio 2010

Le mamme del Sud sono "arretrate" ?

Ho ricevuto questa mail da una mamma, volentieri, e con il suo permesso, la condivido con voi:

Ciao Elisabetta, non so perchè ho deciso di scriverti due righe ! Spesso mi lascio guidare dall’istinto. Solo oggi ho ricordato dove ti ho vista.. Beh qualche tempo , mesi probabilmete ,ti ho ascoltata alla tv. Ed oggi mi son detta..."Che fortunata Ester che sei! hai tra i tuoi contatti una persona che "parla" cosi bene!

Sai ormai non so più a chi urlare la mia rabbia, la mia amarezza. Mi sono messa in discussione a 33 anni, due figli ed un marito. Ho creato Shea, considerandola una mia creatura , per cercare di offrire un supporto alle mamme della mia "arretrata" zona....ho cercato delle collaborazioni con Enti, ho fatto file interminabili, appoggiato campagne elettorali, credendo (in buona fede ) in promesse mai mantenute...! Ho investito tutti i miei risparmi personali,circa 10.000 euro , e adesso a quasi un anno dall'apertura, con tanto lavoro che c'e da fare per sdoganare certi concetti, mi trovo costretta a limitare il progetto perché non possiamo mantenere una sede e contemporaneamente pagare professionisti ed investire in promozione. Abbiamo chiesto un contributo al comune di Curti,ma non una contributo economico (quello non c’e mai e poi è tabù), ma una sede bellissima esistente che potrebbe fare al nostro caso, ma che per motivi ….”strani” deve morire vuota e abbandonata.

Questa è un po’ la sintesi di tutto. Il mio desiderio sarebbe quello di riuscire a trovare qualcuno che potesse dar voce alla mia rabbia. Rendere pubblica la grande necessità in questa zona di creare qualcosa per le mamme. Un luogo dove poter trovare conforto, supporto psicologico. Dove poter dare libero sfogo alle paure senza aver timore di essere criticata. Un luogo dove poter vivere liberamente la maternità, allattare in gruppo , e tanto , tanto altro ancora.
Proprio adesso ho ricevuto una telefonata di una donna di Canosina (BA) che mi chiedeva dei consigli su dove trovare una consulente per l’ allattamento al seno, affermando che nella sua città i medici ginecologi dicono a tutte le donne in difficoltà d’integrare perché non hanno sufficiente latte. …. Assurdoooo!

Perché tanto, perché le strutture statali non riescono a FARE (o non vogliono FARE )e noi che abbiamo la voglia, la passione , e l’amore non ci viene permesso ? Le nostre amministrazione pupulano di “omoni”, che non considerano la donna se non come quella che deve stare a casa a fare crostate…..figuriamoci se danno ascolto a noi che ci battiamo per sdoganare il concetto diffuso che vede la maternità come sinonimo di rinuncia e non rinascita.
Non so se puoi darmi una mano … ma se queste righe bastassero solo per iniziare a far circolare la notizia che noi mamme del Sud non siamo “arretrate”….. già è tanto!
Scusa se il mio messaggio non è scritto in modo corretto , ma sono più brava a chiacchierare.
Grazie,
Ester
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